Descrizione Progetto

naufrăgĭum

Un naufragio, è quando l’esistenza può disperdersi. Al naufragio non si può sfuggire, annienta ogni cosa e certezza. Siamo stati gettati, nella vita. La affrontiamo prendendo continue decisioni, dibattendoci nella nostra presenza. Ma non siamo mai liberi. La nascita, la morte, il dolore. Questi sono i limiti in cui ci muoviamo e in cui è chiusa la nostra esistenza. E’ la nostra impotenza dell’Essere, come sosteneva il filosofo e psichiatra Karl Jaspers. Ma quando ci troviamo nelle pieghe profonde dell’esistenza, negli abissi dentro ognuno di noi, lì siamo chiamati a confrontarci con la colpa, la sofferenza, la mancanza. Lì, nella situazione limite, l’Essere trascende, oltrepassa, tende senza sosta verso l’assoluto. E ritroviamo il senso della vita, che entra in noi restituendoci essenza e verità. Questo è il racconto della mia trascendenza. Del mio perdermi per ritrovarmi.

A shipwreck is when existence can vanish. You cannot escape from a shipwreck, it nurtures everything and every certainty.
We’ve been threw in life. We face it taking decisions continuously, debating inside our existence. But we are never free. Birth, death, suffering. These are the limits where we move and where our existence is enclosed. It’s our impotence of Being, as the philosopher and psychiatrist Karl Jaspers said. But when we find ourselves in the deep folds of existence, in the deep inside of ourselves, there we are called to face with fault, suffering, lack. There, in the limit situation, the Being transcends. Oversteps, tends tirelessly towards the absolute.
And we find the meaning of life, that come into us returning essence and truth. This is the tale about my personal transcendence. About my losing and finding myself.

It seemed to be all right

floating in life

big waves can hit your life

lost in waves

rebirthing